la nascita del design
Michael Thonet
Sedia n. 18
Poltrona n. 209
1760-1860
La nascita del design è strettamente legata alle grandi trasformazioni economiche, sociali e tecnologiche introdotte dalla Rivoluzione Industriale, iniziata in Inghilterra nella seconda metà del Settecento e successivamente diffusasi nel resto d’Europa. Prima di questo momento, la maggior parte degli oggetti veniva realizzata all’interno delle botteghe artigiane: l’artigiano seguiva direttamente le diverse fasi della lavorazione e ogni prodotto poteva presentare caratteristiche uniche. Con l’industrializzazione questo sistema iniziò progressivamente a cambiare.
L’introduzione delle macchine, lo sviluppo della macchina a vapore, la nascita delle fabbriche e l’impiego di nuovi processi produttivi permisero di realizzare quantità sempre maggiori di oggetti in tempi più brevi. Parallelamente, materiali come ferro, ghisa, acciaio e vetro iniziarono a essere utilizzati in modi innovativi, trasformando non soltanto gli oggetti della vita quotidiana, ma anche l’architettura, i trasporti e le città.
Questo cambiamento modificò profondamente anche il modo di concepire un prodotto. Se nella produzione artigianale progettazione e realizzazione erano spesso affidate alla stessa persona, con l’industria iniziò progressivamente a emergere la necessità di pensare e progettare l’oggetto prima della sua produzione, definendone forma, funzione, materiali e modalità di fabbricazione. Si crearono così le condizioni che avrebbero portato alla nascita della figura moderna del designer, capace di mettere in relazione creatività e produzione industriale.
Un momento particolarmente significativo fu rappresentato dalle Esposizioni Universali, grandi manifestazioni nelle quali le nazioni presentavano al pubblico le proprie innovazioni tecnologiche, industriali e artistiche. La Great Exhibition di Londra del 1851, ospitata nel celebre Crystal Palace, mostrò in modo evidente le possibilità offerte dalla produzione industriale. Il Crystal Palace stesso, progettato da Joseph Paxton, divenne simbolo della nuova epoca grazie alla sua struttura composta principalmente da elementi prefabbricati in ferro e vetro, realizzati industrialmente e assemblati secondo una logica modulare.
La produzione industriale presentava però anche delle contraddizioni. Le macchine rendevano possibile produrre più velocemente e a costi inferiori, ma molti prodotti industriali continuavano a imitare le forme e le decorazioni degli oggetti artigianali del passato. Non esisteva ancora un vero linguaggio estetico pensato specificamente per la macchina. Proprio il confronto tra artigianato e industria, decorazione e funzione, pezzo unico e produzione in serie diventerà uno dei grandi temi della storia del design nei decenni successivi.
